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Debiti: in Piemonte il 35,8 degli abitanti paga una rata

Uno studio nazionale commissionato da Crif evidenzia l'indebitamento medio. In regione la provincia di Torino ha i numeri più alti. I crediti attivi sono pari al 39% degli abitanti maggiorenni. Più alta anche la cifra del debito residuo: 40mila euro pro capite

TORINO. Nella provincia di Torino la quota di crediti attivi è la più alta in regione: il 39% della popolazione paga mensilmente una rata per il rimborso di un prestito.

Il dato emerge da uno studio effettuato a livello nazionale da Mister Credit - l’area di CRIF che si occupa dello sviluppo di soluzioni e strumenti educational per i consumatori - per monitorare l’utilizzo del credito da parte degli italiani nel 2016 partendo dall’analisi dei dati disponibili in EURISC, il sistema di informazioni creditizie gestito da CRIF che raccoglie i dati relativi a oltre 80 milioni di posizioni creditizie. A livello nazionale emerge che a fine 2016 circa un terzo degli italiani, più precisamente il 34,6% del totale della popolazione maggiorenne, risulta avere almeno un contratto di credito rateale attivo e che, a livello pro-capite, la rata media rimborsata mensilmente è pari a 360 euro. Inoltre, mediamente i soggetti attivi nel credito hanno un indebitamento residuo – inteso come somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare in futuro per estinguere i contratti in essere – pari a 34.462 euro. Dall’analisi condotta da Mister Credit risulta anche che i prestiti finalizzati (destinati all’acquisto di beni e servizi quali auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento e viaggi, ecc.) hanno un peso in termini di numerosità pari al 43,3% sul totale. Al secondo posto troviamo i prestiti personali, che si legano alla rinnovata progettualità delle famiglie nel nuovo contesto di miglioramento del clima economico generale, con una incidenza pari al 33,9%. Infine, la componente dei mutui per acquisto di abitazioni si caratterizza per una incidenza del 22,8% sul totale.

La Mappa del Credito in Piemonte
Entrando nel dettaglio, dallo studio emerge che in Piemonte il 35,8% della popolazione maggiorenne ha almeno un rapporto di credito attivo.

Disaggregando ulteriormente il dato per singola provincia, è Torino quella con la quota più elevata di crediti attivi (il 39,0% del totale della popolazione, per la precisione), seguita da Asti e Novara, entrambe al di sopra del 38%.

Relativamente alla distribuzione delle diverse tipologie di contratti di credito all’interno del portafoglio delle famiglie, per quanto riguarda i mutui l’incidenza in Regione risulta pari al 23,9%, di poco sopra della media nazionale. Relativamente ai prestiti personali, invece, il peso nel portafoglio dei finanziamenti attivi risulta pari al 36,5%, al di sopra della media nazionale. Infine, per quanto riguarda i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi il peso sul totale si attesta al 39,5%. A livello provinciale, Asti e Cuneo guidano la classifica regionale per quanto riguarda i mutui, con un’incidenza del 25,8% sul portafoglio dei finanziamenti attivi. Relativamente ai prestiti finalizzati è, invece, la provincia di Torino a far segnare la quota più elevata di contratti di credito, con il 42,4%. Biella, infine, si posiziona in vetta alla classifica regionale rispetto all’incidenza dei prestiti personali, con il 39,8% sul totale dei contratti di credito.

“Il dettaglio territoriale consente di far emergere evidenze estremamente interessanti, ad esempio che l’incidenza dei mutui risulta spesso maggiore nelle regioni del Nord Italia. Questo lascerebbe presupporre che al Sud ci sia una maggior tendenza a vivere nella casa di famiglia oppure, in caso di acquisto di un immobile, a pagarlo attingendo ai risparmi del nucleo famigliare senza accendere un mutuo”, spiega Beatrice Rubini, direttore della linea MisterCredit di CRIF.

L’importo della rata media mensile pro-capite
Dallo studio realizzato da MisterCredit emerge anche che le regioni in cui i cittadini nel corso del 2016 hanno sostenuto la rata media più elevata sono state il Trentino-Alto Adige, con 415 euro, la Lombardia, con 407 euro, e il Veneto, con 406 euro. Il Piemonte si colloca al 6° posto assoluto con una rata mensile pari a 374 euro, al di sopra della media nazionale. Per interpretare questa dinamica va considerata l’elevata incidenza dei mutui, che tipicamente hanno un importo da rimborsare più elevato rispetto alle altre forme tecniche considerate. Entrando nel dettaglio provinciale spicca Cuneo che, con una rata media mensile pari a 405 euro, si posiziona al primo posto nella graduatoria regionale. Seguono Verbano-Cusio-Ossola con 400 euro e Asti con 396 euro.

“Tradizionalmente gli italiani sono poco indebitati e il livello di sostenibilità della rata mensile rispetto al reddito disponibile è mediamente elevato. Questo anche perché nei momenti di incertezza o di maggiore difficoltà e incertezza, in particolare relativamente al mercato del lavoro, le famiglie sono portate ad adottare un atteggiamento estremamente prudente”, commenta Rubini.

Il debito residuo ancora da rimborsare
Analogamente a quanto evidenziato a proposito della rata media mensile, relativamente all’indebitamento medio (inteso come importo residuo ancora da rimborsare) troviamo la Lombardia al primo posto del ranking nazionale, con 43.340 euro pro capite, seguita dal Trentino-Alto Adige e dall’Emilia-Romagna, al terzo posto con 40.069 euro. In Piemonte la rate media mensile si attesta a 36.632 euro. La provincia piemontese con il debito residuo più elevato risulta essere Torino, con 40.040 euro. Al contrario, quella che risulta meno esposta è Biella, con un indebitamento medio di 30.989 euro.

“Abbiamo realizzato la Mappa del Credito (raggiungibile alla pagina http://www.mistercredit.it/informati/mappa-credito) per dare ai consumatori uno strumento utile a capire come cambia l’utilizzo del credito in Italia a seconda delle aree geografiche, spostandosi tra le varie regioni e province della nostra penisola con un semplice clic del mouse – conclude Beatrice Rubini -. Obiettivo della Mappa del Credito è anche dare la possibilità ad ognuno di confrontare il proprio indebitamento rispetto alla realtà in cui vive, posto che la gestione del credito andrebbe sempre contestualizzata rispetto al proprio reddito, alle proprie esigenze e prospettive”.

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