CUCINA

Nobel della gastronomia a Crippa di Piazza Duomo

L'interno del ristorante
Il Grand Prix de l'Art de la Cuisine è uno dei premi più prestigiosi al mondo. Lo chef del ristorante di Alba - uno dei primi cinquanta al mondo - sulla strada di altri grandi nomi italiani, da Bottura a Iaccarino

PARIGI. Una sorta di un premio Nobel dell'alta gastronomia.

Così viene descritto il Grand Prix de l'Art de la cuisine che l'Academie Internationale del la Cuisine ha assegnato a Enrico Crippa, lo chef del ristorante Piazza Duomo di Alba chiamato a ripercorrere la strada che aveva visti vincitori negli anni nel 2010, un altro grande cuoco italiano come il modenese Massimo Bottura, (e prima di lui nel 2000 il campano Alfonso Iaccarino, la mantovana Nadia Santini nel 1998 e nel 1993 Giorgio PInchiorri e Annie Feolde della fiorentina Enoteca Pinchiorri). Tutti grandi nomi.

L'Accademia ha sede a Parigi e riunisce delegazioni di tutte le nazioni del mondo gastronomico. Il fine è la salvaguardia e lo sviluppo dei patrimoni gastronomici regionali e nazionali e favorire la ricerca scientifica e le iniziative culturali e turistiche di settore. Ogni anno assegna quattro Grand Prix, per la Cucina, la Cultura Gastronomica, la Scienza dell'Alimentazione, il Servizio di sala.

Crippa è ormai da quasi vent'anni alla guida del ristorante di Alba di proprietà della famiglia di vignaioli Ceretto: e qui ha raggiunto i traguardi più prestigiosi, le tre stelle Michelin, cinque cappelli della Guida dell'Espresso e secondo italiano (dopo Bottura l'anno scorso) nella classifica dei migliori 50 ristoranti del mondo di San Pellegrino.

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