IL RICERCATORE CONDANNATO

Farnesina in contatto con l'Iran per il caso Djalali

Attivati i canali di comunicazione con le autorità. Grande attenzione per le sorti del ricercatore "in ragione del legame che lo unisce all'Università del Piemonte orientale e a quella comunità scientifica, per ottenere notizie sulle sue condizioni e per chiedere che egli possa tornare presto alla sua famiglia"

ROMA. "Sin dal momento in cui ha appreso la notizia della detenzione del Dr. Ahmadreza, la Farnesina ha attivato i suoi canali di comunicazione con le autorità iraniane per sottolineare l'attenzione e l'estrema preoccupazione con cui il caso viene seguito anche in Italia, in ragione del legame che lo unisce all'Università del Piemonte orientale e a quella comunità scientifica, per ottenere notizie sulle sue condizioni e per chiedere che egli possa tornare presto alla sua famiglia".

È quanto si legge in un comunicato del ministero degli Esteri che aggiunge: "Insieme ad altri partner europei, la Farnesina e l'ambasciata italiana a Teheran continueranno a seguire da vicino il caso. Dai contatti di questi giorni con le autorità iraniane la Farnesina e l'ambasciata italiana hanno ricevuto indicazioni che le indagini sono ancora in corso, senza che sia stata emessa alcuna condanna". Djalali, medico, 45 anni, è sotto processo per spionaggio a Teheran dove è stato arrestato ad aprile del 2016.

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