ECONOMIA IN CRISI

Partite Iva, in Piemonte la flessione più significativa

I dati del Ministero per il mese di novembre indicano un calo del 16,6 di nuove aperture: solo in Emilia Romagna (-19%) è stata registrata una tendenza ancora peggiore

ROMA. I dati del Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia confermano quanto era già possibile intuire: a novembre sono state aperte 34.732 nuove partite Iva e, in confronto al corrispondente mese del 2015, è stata registrata una flessione del 10,6%.

Molto pesante, in particolare, la flessione riguardante le partite Iva aperte in Piemonte: -16,6%. Solo in Emilia Romagna (con -19%) si è verificato un andamento ancora peggiore. Al terzo posto il Veneto con -16,2.

La distribuzione per natura giuridica mostra che il 65,6% delle aperture di partita Iva è stato realizzato da persone fisiche, il 27,8% da società di capitali, il 5,7% da società di persone. La percentuale dei "non residenti" ed "altre forme giuridiche" è pari allo 0,9%. Rispetto al mese di novembre 2015 si rileva un calo di avviamenti per le persone fisiche (- 15,4%) e per le società di persone ( -3,5%) e un incremento dell'1,6% per le società di capitali.

Riguardo alla ripartizione territoriale, il 40,9% delle nuove aperture è localizzato al Nord, il 22,6% al Centro e il 36,3% al Sud e Isole. Rispetto allo stesso mese dell'anno 2015, la Calabria e la Sardegna presentano un aumento sostenuto di avviamenti, rispettivamente del 15,7% e dell'11,9%. Il dato è influenzato dagli incrementi nel settore dell'agricoltura, che sono presumibilmente dovuti all'emanazione dei bandi regionali legati al nuovo Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020, promosso della Commissione Europea. Analogamente, nei precedenti mesi del 2016, in altre regioni del Mezzogiorno sono stati riscontrati incrementi di aperture di partita Iva nel settore dell'agricoltura, in relazione alla diversa tempistica dei predetti bandi regionali.

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