MEDICINA

Allarme meningite? L'esperto: "È un problema, ma in Italia non c'è epidemia"

Allarme meningite? L'esperto: "È un problema, ma non c'è epidemia"
Il dottor Piergiorgio Fossale
Si parla molto di meningite, spesso con toni allarmistici. Ma è davvero così grave la situazione o non è il caso di creare allarmismi? Lo abbiamo chiesto al dottor Piergiorgio Fossale, presidente dell'Ordine dei Medici di Vercelli

VERCELLI. In questi giorni si sente parlare con allarmismo ai telegiornali e si legge un po’ ovunque dell’emergenza meningite. Le Asl e i medici di base sono tempestati di richieste per vaccini e questo tam tam mediatico fa crescere molto la preoccupazione per un’ipotetica epidemia. Ma è davvero questo il caso o, come altri sostengono, siamo nella norma e non ci sono ne’ i numeri ne’ le circostanze per parlare di emergenza? Ne abbiamo voluto discutere con il dottor Piergiorgio Fossale. Molto stimato dai suoi pazienti – sì, perché è medico di famiglia dal 1982 – che dicono si occupi di loro come "i medici di una volta". Il dottor Fossale è dal 2006 Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Vercelli, specializzato in medicina interna, si interessa di Neuroscienze da una quindicina d'anni (ha organizzato 11 convegni internazionali sul cervello e la mente), nel frattempo ha trovato anche il tempo di fare per 10 anni l’assessore alla Cultura di Vercelli. Di cultura, in questo caso sanitaria, si occupa quotidianamente quando pubblica riflessioni, commenti, informazioni sulla sua pagina Facebook. Un suo post sulla meningite, ci ha dato l’occasione e lo spunto per approfondire il discorso.
Dottor Fossale negli ultimi giorni i media stanno dando molta risonanza alle notizie riguardanti la meningite. Si parla di una possibile epidemia. Lei cosa ne pensa?
I mezzi di informazione parlano di casi di meningite. Questo sembrerebbe un atteggiamento neutro, perché è vero che ci sono i casi di meningite ma, a livello di percezione generale, tutto questo parlarne si trasforma in "pericolo di meningite". I casi di cui si parla, sono assolutamente in media, ma si ottiene l’effetto allarme nel momento in cui le persone si chiedono "perché prima non ne parlavano mai?". La meningite io l’ho sempre sempre trovata, anche a Vercelli ci sono stati dei casi. Con questo non voglio dire che la meningite non sia un problema. La meningite è un problema, ma oggi in Italia un’epidemia di meningite non c’è.
Dottore, siamo tutti un po’ ignoranti, ci può spiegare molto semplicemente che cos'è la meningite?
In medicina tutti i suffissi in ite significano "infiammazione", per cui la meningite è una infiammazione delle meningi. Le meningi sono degli involucri che rivestono il cervello e il midollo spinale . E’ chiaro che quando si infiammano, come tutti gli organi infiammati, gonfiano e gonfiando comprimono il cervello. Il cervello quando viene compresso perde le sue funzioni.
Sembrerebbe che non si possa dunque parlare di epidemia... Dottore, siamo nella media stagionale?
Nel caso della meningite siamo nella media annuale: la meningite non è stagionale, può essere contratta in qualunque momento dell’anno. E’ chiaro che l’influenza determina una diminuzione delle risposte immunologiche e i batteri della meningite possono approfittare di questa "distrazione" difensiva dell’organismo per sovrapporsi al virus dell’influenza. 
Invece, quando si può parlare di "epidemia"?
Quando si superano certi livelli di presenza presso una determinata popolazione. Oggi possiamo parlare di epidemia influenzale perché l’incidenza delle infezioni sulla popolazione generale è talmente alta da poter essere considerata epidemica. Naturalmente varia da condizione a condizione. L’epidemia - che è ancora diversa dalla pandemia, che è tale quando colpisce praticamente tutti – è effettiva quando un determinato numero di persone di una comunità rimane colpita da una determinata malattia in una quantità davvero elevata. E non è assolutamente questo il caso.
Da buon medico di famiglia, cosa consiglia lei ai suoi pazienti e ai nostri lettori?
Ai pazienti consiglio la calma prima di tutto e di avere del sano buonsenso, in caso di dubbio, parlate con i medici. Nel caso dei bambini invece consiglio che vengano vaccinati; ma non per quanto si dice oggi, in generale. E’ vero che i casi sono pochi e solo il 10% dei casi può essere mortale, però un bambino che muore, per la sua famiglia, è il 100% dei casi. Siccome abbiamo un vaccino contro il meningococco di sierogruppo C che è il più frequente ed aggressivo, tanto vale vaccinare. Ci sono bambini che sono vaccinati, ma la copertura dura al massimo 10 anni: sarebbe meglio rifarla dopo 5 anni.
Dunque nessun allarmismo, ma una buona profilassi.
Certo, una buona profilassi e non perché ci sia una situazione di emergenza ma perché vorremmo evitare che anche quei pochi casi mortali che accadono, non si verifichino più in futuro. Ricordo però che la meningite è polieziologica… Oltre al meningococco altri batteri come Haemophilus e Pneumococco e alcuni virus posso causare meningite. Poi ci sono casi eccezionali come il caso della signora di Roma che ha contratto la meningite attraverso l'escherichia coli ed infine ci sono anche alcuni virus che possono causare questa malattia. Il fatto di vaccinarsi non significa avere la copertura per tutti i casi della meningite però si ha una copertura di sicurezza per quanto riguarda il meningococco C che è il più "cattivo".
Però c’è il caso della Toscana…
In Toscana si parla di meningococco C che, come dicevo, è un "maledetto". Lì può creare qualche problema per cui lì i bambini vanno assolutamente vaccinati e per quelli che sono già stati vaccinati, serve il richiamo, anche se i casi sono pochi. Ma senza panico, per favore.
Per noi adulti c’è una profilassi che consiglia?
Sì, è la stessa. Volendo l’adulto si può vaccinare contro il meningococco. Io ad esempio, non sono vaccinato, ma se domani decidessi di farlo, potrei. Il vaccinarsi è utile per la persona, ma è altrettanto utile per la comunità, perché chiunque sia vaccinato sviluppa anticorpi che uccidono quel determinato germe e così si impedisce che altri si infettino. Ci sono state molte polemiche sui vaccini: è chiaro che i vaccini possono dare qualche effetto collaterale – normalmente lieve e solo in casi eccezionali, grave - , ma è un atto di responsabilità utilizzarli, perché la proporzione fra l’utilità e l’ipotetico effetto indesiderato è clamorosa. Comunque una buona relazione con il proprio medico è la miglior profilassi. Invito sempre a non fidarsi in maniera fideistica di cosa si trova in giro su Internet. Bisogna sempre domandarsi chi sta scrivendo, che accreditamento ha e se quanto scritto ha riscontro presso le università del mondo. Se così non è…. è una cavolata!

di RAFFAELLA GINEPRO

Categoria:

Regione: