MIGRANTI

Il garante: "Al Cie condizioni di vita non ottimali"

Il garante: "Al Cie condizioni di vita non ottimali"
Il Centro di accoglienza di Torino ospita 180 persone mentre è omologato per 90 persone: verrà ampliato di altri 60 posti. "Bisogna monitorare pubblicamente la funzionalità del centro"

TORINO. Il garante dei detenuti della Regione Piemonte, Bruno Mellano, interviene a proposito del Centro di Identificazione ed espulsione di Torino, la struttura che accoglie in prima battuta i migranti.
"Anche se non paragonabili a quelle del carcere, le condizioni di vita al Cie non sono ottimali: c'è un campo da calcio e gli ospiti possono tenere dei telefoni cellulari, ma solo se sprovvisti di fotocamera. C'è poi un refettorio per colazione, pranzo e cena, con il cibo fornito da un servizio di catering esterno".
Il Cie è l'unica struttura ancora attiva nel centro-nord Italia. Il contratto d'appalto stipulato tra il ministero dell'Interno e gli enti che si occupano della struttura, prossimo alla scadenza, prevede la gestione di 90 ospiti, la metà dei 180 che il Cie dovrebbe accogliere a pieno regime. Ora si è deciso di ampliarlo per altri 60 ospiti. "Penso sia importante monitorare pubblicamente la funzionalità del Centro - aggiunge Mellano - e per questo, oltre a una visita programmata per fine mese, organizzeremo un seminario dedicato all'argomento". Secondo i dati del ministero dell'Interno, la struttura è gestita da un raggruppamento temporaneo di imprese formato dalla francese Gepsa e dall'associazione culturale Acuarinto di Agrigento.
A ottobre 2016, il Cie ospitava 87 persone, a fronte di una capienza teorica di 180 individui, mai verificatasi a causa di incendi e distruzioni che hanno reso inagibili alcuni dei moduli abitativi.

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