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Meno figli e lavoro, in Piemonte i segnali della crisi

Meno figli e lavoro, in Piemonte i segnali della crisi
Dati allarmanti per il nostro Paese: il tasso di natalità è ora il più basso in Europa. E spicca l'indebolimento del sistema nel territorio tra la Liguria e l'asse orientale del Piemonte

Meno figli e una perdita di produttività: sono questi due dei punti chiave che Sinloc (Sistema Iniziative Locali) ha individuato nel suo "Rapporto sulla competitività delle aree urbane 2016", la cui sesta edizione è stata presentata a Padova.
Dal rapporto emergono almeno quattro tendenze significative e fra queste spicca l'emergenza demografica del Paese, che nel 2015 ha toccato il minimo storico di nascite ed ha visto una mortalità molto alta. Il tasso di natalità è tale da risultare in assoluto il più basso tra tutti gli Stati membri dell'Unione Europea e da procurare un saldo naturale negativo.
Altro tema è la progressiva perdita di produttività delle province italiane, fiaccate dalla crisi economica, che, da un lato, si è fatta sentire in particolare al Sud, dove ha quasi distrutto il mercato del lavoro ed il tessuto imprenditoriale, dall'altro, ha colpito anche aree tradizionalmente dinamiche, in particolare nel nord est. Non solo: la crisi sembra aver lasciato il segno anche nel territorio che copre la Liguria e l'asse orientale del Piemonte.
C'è poi la forte disomogeneità di attrattività e prospettive di crescita tra nord e sud e tra i diversi territori urbani, con un'ulteriore tendenza allo spopolamento dei centri minori e periferici. In tutto questo, le prospettive di crescita di lungo termine (fino al 2030) vedono posizionarsi al vertice per attrattività il nord est e in particolare l'Emilia Romagna, a seguire le provincie costiere della Toscana, Lazio, Umbria e Marche. "Ma dal Rapporto - commenta Antonio Rigon, amministratore delegato di Sinloc - emerge una tendenza importante come l'indebolimento di alcune aree del Nord".

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