I due candidati al ballottaggio su Sky

Torino, Fassino e Appendino si sfidano in tv: scontro su Tav e poveri

Torino, Fassino e Appendino si sfidano in tv: scontro su Tav e poveri
Il sindaco uscente sulla povertà è intervenuto smentendo davanti alle telecamere sui numeri: "Non è vero che ci sono centomila poveri"

"La mia contrarietà al Tav è nota e, come ho avuto modo di dichiarare più volte, porterò le ragioni del no all'opera in tutti i consessi". Lo ribadisce in una nota Chiara Appendino, candidata sindaco del Movimento 5 Stelle. Proprio la Tav è stata uno dei motivi di contrapposizione con il sindaco uscente Piero Fassino nel faccia a faccia televisivo di ieri sera. "Non è possibile uscire da una cosa nella quale non sono ancora entrata - aggiunge -. Da Sindaco andrò alla prima riunione per portare i dati e gli studi che dimostrano le ragioni del no a un'opera inutile e troppo costosa in un momento di scarsità di risorse e di povertà dilagante delle fasce più deboli. Chiederemo di usare quelle risorse per investire, ad esempio, nel trasporto pubblico locale (TPL) e valutate le reazioni usciremo dall'Osservatorio".
La Caritas Diocesana di Torino "deplora ogni strumentalizzazione a fini di polemica politica sul tema dei poveri nella nostra città e nel territorio dell'area metropolitana torinese". Lo si legge in una nota dopo il botta e risposta sul tema tra i candidati sindaco Piero Fassino e Chiara Appendino nel confronto tv di ieri sera. "Siamo di fronte a persone che soffrono e che vanno rispettate e amate - sottolinea la Caritas - così come cercano di fare i molti volontari che li seguono". Di fronte alle telecamere di Sky Tg24, Fassino è intervenuto sul tema per smentire il giornalista, che aveva parlato di 100mila poveri a Torino. "E' una cifra inventata", ha sostenuto il sindaco uscente e candidato del centrosinistra al ballottaggio del 19 giugno. "Il problema non va nascosto sotto il tappeto, ma preso di petto", la replica della sfidante Cinque Stelle. "Stiamo parlando di persone in povertà più classica e grave - precisa la Caritas - ma anche di tanti altri che sono finiti negli ultimi dieci anni in una situazione di serio impoverimento a causa della mancanza del lavoro; in particolare famiglie sottoposte a sfratto, padri e madri soli con figli a carico, immigrati precari, anziani soli e a basso reddito, giovani che non trovano occupazione, bambini che fanno le spese dei problemi economici o relazionali delle loro famiglie. Non possono essere trattati come numeri pronti ad essere rimpallati tra le parti".

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